BENVENUTI

«Molte professioni possono farsi col cervello e non col cuore.
Ma l'avvocato no. L'avvocato non può essere un puro logico, né un ironico scettico, l'avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sè, assumere su di sè i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce.

L'avvocatura è una professione di comprensione, di dedizione e di carità.

Non credete agli avvocati quando, nei momenti di sconforto, vi dicono che al mondo non c'è giustizia.
In fondo al loro cuore essi sono convinti che è vero il contrario, che deve per forza esser vero il contrario: perché sanno dalla loro quotidiana esperienza delle miserie umane, che tutti gli afflitti sperano nella giustizia, che tutti ne sono assetati: e che tutti vedono nella toga il vigile simbolo di questa speranza...
Per questo amiamo la nostra toga: per questo vorremmo che, quando il giorno verrà, sulla nostra bara sia posto questo cencio nero, al quale siamo affezionati perchè sappiamo che esso ha servito a riasciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso, e, soprattutto, a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non merita di essere vissuta, nella vincente giustizia.
Beati coloro che soffrono per causa di giustizia... ma guai a coloro che fanno soffrire con atto di ingiustizia!

E, notate, di qualunque specie e grado di ingiustizia... perchè accogliere una raccomandazione o una segnalazione, favorire particolarmente un amico a danno di un estraneo o di uno sconosciuto, usare un metro diverso nella valutazione del comportamento, o delle attitudini, o delle necessità degli uomini, è pur questo ingiustizia, è pur questo offesa al prossimo, è pur questo ribellione al comando divino».

Piero Calamandrei
(1889/1956)

 

 

 

"L'avvocato che si lagna di non essere capito dal giudice, biasima non il giudice, ma sé stesso. Il giudice non ha il dovere di capire: è l'avvocato che ha il dovere di farsi capire".

E' BENE SAPERE CHE...

Cassazione civile sez. I, 26/06/2019, n.17102

 
 

La declaratoria di inammissibilità della domanda volta al riconoscimento dell'assegno di divorzio, proposta nel giudizio relativo allo scioglimento del vincolo, non ne limita la proponibilità in separato giudizio, ex art. 9 L. 898/1970, pur in mancanza di fatti sopravvenuti. Tale pronuncia è, infatti, non idonea alla produzione del giudicato perché impediente in rito l'esame del merito della domanda. La Cassazione accoglie così il ricorso dell'ex coniuge, dopo che la sua istanza per ottenere il mantenimento era stata giudicata tardiva nel giudizio di divorzio.

 
 

Cassazione civile sez. I, 24/09/2018, n.22465

Il principio secondo cui l'autorità del giudicato spiega i suoi effetti non solo sulla pronuncia esplicita della decisione, ma anche sulle ragioni che ne costituiscono sia pure implicitamente il presupposto logico-giuridico, trova applicazione anche in riferimento al decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di una somma di denaro, il quale, in mancanza di opposizione o quando quest'ultimo giudizio sia stato dichiarato estinto, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda in altro giudizio. (Nella specie la S.C. ha ritenuto preclusa dal giudicato, formatosi a seguito dell'estinzione della causa di opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto da un banca in relazione al saldo passivo di un conto corrente, la successiva domanda, proposta dal correntista, tesa ad ottenere la ripetizione delle somme indebitamente trattenute dall'istituto di credito in forza di clausole negoziali invalide).

 

Cassazione civile sez. II, 10/12/2018, n.31857

In caso di domanda di rendiconto presentata da un erede, gli effetti non si producono in favore di tutti gli altri eredienten

Se un erede agisce per avere il rendiconto nei confronti di altro erede che ha avuto il godimento di un bene fruttifero, non si verifica litisconsorzio necessario, in quanto non vi è pregiudizio nei confronti degli altri eredi.

EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE - RIPARTO DELLA GIURISDIZIONE E COMPETENZA - SENTENZA Cassazione civile, sez. un., 22/09/2017,  n. 22079

In tema di riparto di giurisdizione in materia di alloggi di edilizia economia e popolare, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo quando la controversia è relativa alla fase antecedente al provvedimento di conferimento dell'alloggio, mentre sussiste la giurisdizione del giudice ordinario per tutte le controversie attinenti alla fase successiva al provvedimento di assegnazione, laddove la pubblica amministrazione non esercita alcun potere autoritativo.

ESECUZIONE FORZATA.

In tema di espropriazione contro il terzo, nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. instaurato contro gli atti preesecutivi o contro gli atti esecutivi, si configura sempre litisconsorzio necessario iniziale fra il creditore, il debitore diretto ed il terzo proprietario. (Cassazione Civile, sez. III, 31/1/2017, n. 2333). 
 

 
SERVITù DI ALLAGAMENTO - SENTENZA Cassazione civile, sez. un., 03/08/2017,  n. 19402

La servitù di allagamento, in quanto oggetto di atto di imperio, non ha natura volontaria. La sua regolamentazione costituisce una forma di governo del territorio rientrante nella competenza concorrente tra Stato e Regioni, in virtù degli artt. 117 Cost. e 5, comma 10, del d.P.R. n. 327 del 2001, e non è riconducibile, per i suoi caratteri di temporaneità e periodicità, al novero delle servitù di natura civilistica, per le quali opera il principio di tipicità, collocandosi nell’ambito dei vincoli pubblicistici alla proprietà privata indicati solo descrittivamente come “servitù” dall’art. 43, comma 6-bis, del predetto d.P.R. n. 327 del 2001.

DONAZIONE -SENTENZA Cassazione civile, sez. un., 27/07/2017,  n. 18725

In tema di atti di liberalità, il trasferimento, attraverso un ordine di bancogiro del disponente, di strumenti finanziari dal conto di deposito titoli del beneficiante a quello del beneficiario non rientra tra le donazioni indirette, ma configura una donazione tipica ad esecuzione indiretta, soggetta alla forma dell'atto pubblico, salvo che sia di modico valore, poiché realizzato non tramite un'operazione triangolare di intermediazione giuridica, ma mediante un'intermediazione gestoria dell'ente creditizio. Infatti, l'operazione bancaria tra il donante ed il donatario costituisce mero adempimento di un distinto accordo negoziale fra loro concluso e ad essa rimasto esterno, il quale solo realizza il passaggio immediato di valori da un patrimonio all'altro, e tale circostanza esclude la configurabilità di un contratto in favore di terzo, considerato che il patrimonio della banca rappresenta una “zona di transito” tra l'ordinante ed il destinatario, non direttamente coinvolta nel processo attributivo, e che il beneficiario non acquista alcun diritto verso l'istituto di credito in seguito al contratto intercorso fra quest'ultimo e l'ordinante.

HARDSHIP.

Ricorre l'ipotesi di "hardship" quando, nell'ambito di un rapporto contrattuale, si verificano eventi che alterano sostanzialmente l'equilibrio contrattuale, o per l'accrescimento dei costi della prestazione di una delle parti, o per la diminuzione del valore della controprestazione, e tali eventi giungono a conoscenza della parte svantaggiata in un momento successivo alla conclusione del contratto. In caso di "hardship" la parte svantaggiata ha diritto di richiedere la rinegoziazione del contratto e tale richiesta deve essere fatta senza ritardo. La parte svantaggiata non può comunque sospendere la propria prestazione.  

APPELLO CIVILE - MUTATIO LIBELLI.

La diversa quantificazione o specificazione della pretesa, fermi i suoi fatti costitutivi, non comporta prospettazione di una nuova causa petendi in aggiunta a quella dedotta in primo grado e quindi non costituisce una "domanda nuova". Ne consegue che la modificazione quantitativa del risarcimento in origine richiesto è sempre ammissibile anche in grado di appello, soprattutto se il nocumento si manifesta nel corso del processo. (sentenza Cass. Civile - Sez. III, 18 aprile 2013, n. 9453).

ELENCO PROTESTI E CAI.

La pubblicazione sul Registro informatico dei protesti (elenco protesti o bollettino ufficiale dei protesti), tenuto presso le Camere di Commercio, avviene sulla base degli elenchi dei nominativi inviati mensilmente dai pubblici ufficiali abilitati alla levata dei protesti cambiari, ex L. 12 febbraio 1955 n. 77 e successive modifiche ed integrazioni (in ultimo L. 18 agosto 2000, n. 235). Il Registro informatico dei protesti è una banca dati tesa ad assolvere alla funzione di rendere note al mercato la mancanza di provvista di assegni, così consentendo agli operatori di scrutinare la condizione economica del traente.

A differenza di quanto avviene per le cambiali, in ipotesi di protesto di assegno non è consentita la cancellazione del nominativo del soggetto protestato, neanche in ipotesi di pagamento della somma portata dal titolo nel termine di mesi dodici dal dì di levata del protesto. La cancellazione dal Registro informatico del nominativo del protestato consegue solo al decorso del termine di cinque anni dalla levata del protesto, ovvero all'utile espletamento del procedimento di riabilitazione.

Diversa funzione ha invece la banca dati della Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), che consiste in un archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento istituito presso la Banca d'Italia, nel quale vengono pubblicizzate, a prescindere dalla levata del protesto, l'intervenuta emissione di assegni in assenza di autorizzazione o in assenza di provvista.

L'iscrizione in CAI ha natura sanzionatoria e determina la revoca dell'autorizzazione alla emissione di assegni per un semestre dalla segnalazione ed il divieto imposto alle banche distipulare nuove convenzioni di assegno con il traente iscritto nell'archivio di allarme. 

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI.

Le parti nella loro autonomia contrattuale possono benm pattuire una condizione sospensiva (o risolutiva) nell'interesse di uno soltanto dei contraenti, occorrendo al riguardo una espressa clausola. Ne consegue che la parte contraente nel cui interesse è posta in essere ha la facoltà di rinunziarvi sia prima che dopo l'avveramento della condizione, senza che la controparte possa comunque ostacolarne la volontà. (Cass. Civile - Sez. II - 10 aprile 2012, n. 5692). 

 

 

TRASCRIZIONE ILLEGITTIMA.

L'illegittima trascrizione di un atto nei registri immobiliari costituisce un illecito di carattere permanente, con l'effetto che il diritto di reazione giuridica del soggetto da essa pregiudicato non è suscettibile di prescrizione fino a che la trascrizione è in atto.

(Cass. Civile - Sez. II - 24 giugno 2013 n. 15795). 

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